Buongiorno, Dottoressa,

Spero che l’uso del francese non sia un ostacolo. Ho avuto l’epatite nel 1962, durante il conflitto in Algeria. Ho dovuto firmare una liberatoria per lasciare l’ospedale militare, dopo due mesi e mezzo di ricovero. In breve, ecco i sintomi (spesso considerati di competenza psichiatrica).

L’anno seguente, reumatismi e soprattutto: violenta seborrea del cuoio capelluto, che mi costringeva a lavarmi la testa tre volte al giorno.

Solo nel 1983 un medico riuscì a fermarla in meno di una settimana, curando il fegato con l’omeopatia.

Nel frattempo, interventi inappropriati, come la legatura parziale delle arterie superficiali della testa.

Disturbi del sonno, acufeni, lampi visivi, cefalea occipitale, reumatismi infiammatori, disturbi cardiovascolari (la pressione arteriosa aveva raggiunto 30/15, extrasistoli, tachicardia..), coliti, infezioni fungine.. e soprattutto disturbi della termoregolazione (sensazione di ghiaccio sotto i piedi accompagnata da artrosi della colonna dorsale e delle spalle, bronchiti).

Calore eccessivo al viso, che aumentava in posizione orizzontale (pressione arteriosa da 3 a 4 punti più bassa), e la parte alta della schiena costantemente afflitta da reumatismi causati da una sensazione continua di freddo (bisogno di coprirmi eccessivamente e, d’inverno, camminare a piedi nudi nella neve per limitare la crisi). L’individuazione di 70 intolleranze alimentari nel 2002 permise un miglioramento che in seguito sarebbe diminuito fino a svanire.

Già nel 1990 avevo richiesto un’ecografia della cistifellea, perché avevo (e ho tuttora) il caratteristico dolore all’ipocondrio destro.
Non fu trovato nulla. Nemmeno nell’ultimo esame: una TAC nel 2003.

Fu per caso che mi fu trasmesso il suo “trattamento” del fegato (in passato avevo provato con rafano e olio d’oliva). Fu dopo un secondo tentativo che percepii davvero un cambiamento, soprattutto nella termoregolazione, tornata alla “normalità”.

Non ho “recuperato” tutti i calcoli. Ecco i più grandi, insieme a molti altri.
Farò un terzo ciclo, senza dubitare di un miglioramento decisivo.

Posso quindi esprimere la mia gratitudine, dopo 44 anni di difficoltà.
Il mio medico è stupito da questo metodo, che gli permetterà di aiutare altri pazienti.
Le invio i miei calorosi e rispettosi saluti. Grazie ancora.

P.P.

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